Mentre le istituzioni fanno scaricabarile, i nostri compagni se ne vanno senza rumore uno alla volta. Così il comitato di lotta degli operai dell'ex Isochimica - la fabbrica dei veleni di Pianodardine ad Avellino, dove venivano scoibentate le carrozze ferroviarie - annuncia l'ennesima vittima dell'amianto. Anche Antonio Petrozziello, 78 anni di Contrada, è morto per una patologia tumorale legata alla prolungata esposizione alle fibre di amianto. È la trentanovesima vittima di una strage silenziosa, che continua in maniera inesorabile tra quanti avevano lavorato nell'azienda del defunto Elio Graziano, ex patron dell'Avellino calcio, e imprenditore chiave dello scandalo ribattezzato delle "lenzuola doro" che caratterizzò gli appalti delle ferrovie di Stato negli anni Ottanta. Anche Antonio Petrozziello, che figurava tra le parti civili del processo di Appello sull'ex Isochimica, venne assunto giovanissimo nella fabbrica di borgo Ferrovia di Avellino, dove si lavorava l'amianto, eliminandolo "a mani nude" dalle carrozze ferroviarie, senza alcuna precauzione o misure a tutela della salute dei lavoratori. È una strage infinita, siamo a uno-due funerali al mese - sottolinea Sessa del comitato degli operai dell'ex Isochimica - quindi, può succedere anche a noi domani mattina. Continuiamo a perdere i nostri compagni. Antonio era una persona straordinaria, umile e perbene. Non è possibile. Noi le prime denunce le abbiamo fatte nel 1985 - accusa Sessa - nel 2026 siamo ancora nei tribunali italiani a chiedere giustizia. Siamo tutti indignati.
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Avellino, l'amianto uccide un altro operaio: "Strage di Stato ma nessuno paga"
L'ennesima vittima dell'amianto a Avellino: Antonio Petrozziello, 78 anni, è morto per una patologia tumorale legata alla prolungata esposizione alle fibre di amianto.
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