Massimo Palanca, un nome che fa tremare le gambe ai tifosi di Avellino, è stato un vero e proprio mito per il Catanzaro. Il 'Piedino d'oro' ha scritto pagine memorabili con la casacca giallorossa e ha vissuto una vita intensa a Catanzaro. "È stata la mia vita", dice Palanca. "Sono arrivato a 21 anni, ero ancora un ragazzino. Lì mi sono sposato ed è nato mio figlio. Catanzaro mi ha dato tutto: notorietà e amicizie che porto con me ancora oggi.". Palanca ricorda le sfide al Partenio di Avellino e la storica promozione in Serie A dei calabresi. "Le promozioni in Serie A sono i momenti più belli della mia carriera", dice Palanca. "Ma c'è anche un altro aspetto che mi porto dentro: le amicizie. Per me giocare al sud è stato formativo: non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sotto il profilo umano. I miei migliori amici sono tutti calabresi, li ho conosciuti quando non ero nessuno.". Palanca parla anche della sua vita fuori dal calcio. "Sono un povero diavolo, vivo alla giornata, in provincia, lontano mille chilometri dai grandi centri. Ma la sera, quando me ne vado a casa, Catanzaro diventa Parigi, Roma, New York. Sarò un po' matto ma è così".
Caratteristica
Avellino: Palanca ricorda le grandi battaglie contro i lupi
Massimo Palanca, leggenda del Catanzaro, ricorda le sfide al Partenio di Avellino e la storica promozione in Serie A dei calabresi. Il 'Piedino d'oro' parla della sua vita a Catanzaro e delle amicizie che portano con sé ancora oggi.
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